Bobby Solo intervistato da A-Z Press

Bobby Solo è un mito senza tempo, un intramontabile protagonista della canzone italiana e, allo stesso tempo, uno straordinario interprete dei classici del rock ’n’ roll e della musica americana. Roberto Satti, questo è il vero nome del cantante, debutta diciottenne nel 1963 e nel 1964 presenta a Sanremo la celebre “Una lacrima sul viso”, uno dei brani di maggiore successo della discografia italiana. L’anno seguente torna a Sanremo e vince con “Se piangi, se ridi”. Dal 1967 seguono altri grandi successi come “Non c’è più niente da fare”, “San Francisco” (cover del brano di Scott McKenzie); “Una granita di limone”, “Siesta” e “Domenica d’agosto”. Nel 1969 vince ancora il Festival di Sanremo con “Zingara”, in doppia esecuzione con Iva Zanicchi. La sua attività di cantante e produttore continua ininterrotta nei decenni successivi, anche con la riscoperta classici della tradizione blues, country e rock come i tributi a John Lee Hooker, Elvis Presley e Johnny Cash. Nel 2015 festeggia i suoi 70 anni con un nuovo album di inediti “Meravigliosa Vita (i grandiosi 70 anni di un mito!)”, scritti in collaborazione con Mogol. La nostra intervista:

L’intervista a Bobby Solo



La diffusione di questo virus e la conseguente emergenza sanitaria ha paralizzato il mondo e moltissimi settori mettendoli in uno stato di pausa forzata, non si sa ancora per quanto. Tra i molti settori professionali in ginocchio, assieme al turismo, c’è quello dello spettacolo, sicuramente tra i più colpiti. Come stai vivendo questa quarantena e quali prospettive ci sono per questo settore secondo il tuo punto di vista?

Penso continuamente ai concerti, ai viaggi in autostrada, alle persone e agli amici che incontro tutti i giorni. A causa di questa “paralisi” mi sono stati cancellati diversi concerti ma non ne faccio solo una questione economica. Ho molto bisogno del mio pubblico, è un calore a cui sono abituato da una vita e mi manca fortemente. Questa situazione mi ha portato molta malinconia, lo vivo come un peso che rischia di destabilizzarmi psicologicamente. Per fortuna ho una famiglia meravigliosa, così riesco a dedicarmi a molte attività assieme a mia moglie Tracy e al mio piccolo figlio Ryan, loro sanno sempre rendermi questo momento molto meno amaro.

 Quale iniziativa risulta più funzionale in questo momento alla tua attività?

Mi sto dedicando molto alla composizione e devo dire che questo velo di malinconia in qualche modo mi facilita. Ho composto un brano Gospel che sarà utilizzato nel periodo del prossimo Natale per un’iniziativa dell’editore Antonio Salvati di Rosso al Tramonto, con gli arrangiamenti del pianista Luca Sala. Mi sono ispirato ad Elvis Presley, ricordando un viaggio in cui mi sono ritrovato a Tupelo, paese in cui proprio Elvis è nato e dove da giovane si affacciava alle finestre di una piccola chiesa battista per ascoltare i canti religiosi. Sono ascolti che gli sono sicuramente serviti per avvicinarsi a quelle sonorità, che più avanti ha anche inciso in molti suoi dischi.

 Sei un fruitore dei social? Se sì, ti sono di aiuto per accorciare le distanze con il tuo pubblico in questo momento?

Assolutamente, questa “prigionia” mi ha maggiormente spinto ad usare i social, soprattutto Facebook. Tutti i venerdì faccio una diretta live dal mio profilo ufficiale in cui mi diverto a cantare e suonare la chitarra, così posso cogliere tutte le reazioni e le interazioni con il pubblico che mi segue. Non è la stessa cosa, ma mi devo accontentare. Durante le dirette mi diverto nel suonare un repertorio che magari non è quello che faccio comunemente durante i miei concerti, così mi diletto con i brani che mi sono cari: tanto gospel, blues e rock’n’roll.

 Sospesa l’attività dai concerti in piazze e teatri, come stai sfruttando questo tempo?

Sono un uomo di fede e uno dei progetti su cui sto lavorando è la composizione di alcuni canti gospel con testi in italiano; il mio sogno è che poi vengano accolti dalla Santa Sede in Vaticano. Tra non molto uscirà anche un libro a cura di Dario Salvatori dal titolo “Cronache di una lacrima sul viso” (ed. Azzurra Music). Il libro contiene tanti aneddoti e piccoli segreti che non ho mai svelato. Non vedo l’ora di riuscire a programmarne l’uscita e le presentazioni.

 Cosa chiederesti al Governo in questa particolare situazione?

Noto una certa riluttanza da parte dell’Unione Europea ad entrare concretamente in aiuto agli Stati indeboliti a causa dell’espansione del virus. Se si è uniti, è necessario esserlo sia nei momenti di benessere che nei momenti di sciagura. Chiederei dunque al Governo di non mollare la presa, essere forte e, anzi, di forzare la mano.

 E per il futuro, cosa ci dobbiamo aspettare da Bobby Solo?

Non riesco a prevedere cosa ne sarà del mio futuro ma so che voglio cantare, suonare, lavorare e divertirmi fino a quando il buon Dio mi lascerà respirare! Grazie!

Bobby Solo

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