Stefano D'Onghia

UNA RICHIESTA NATA A CEREA NEL NEGOZIO DI STEFANO D’ONGHIA ARRIVA A DISCOVERY ITALIA

Una richiesta semplice, nata dal confronto quotidiano con alcuni clienti de Il Dongi Second Life Shop, si è trasformata in un risultato concreto per la comunità sorda. È la storia raccontata da Stefano D’Onghia, che dal suo negozio di Cerea ha raccolto la segnalazione di alcuni clienti interessati a seguire Cash or Trash – Chi offre di più?, la popolare trasmissione televisiva dedicata al mondo dell’antiquariato e del collezionismo, ma impossibilitati a farlo pienamente a causa dell’assenza dei sottotitoli.

Una difficoltà apparentemente piccola, ma capace di creare una barriera importante per chi vive una condizione di sordità. Stefano D’Onghia, per tutti Il Dongi – storico mercante della trasmissione tv fin dalla sua prima edizione, ha mostrato tutta la sua sensibilità al caso ed ha deciso di non limitarsi ad ascoltare la segnalazione, così ha contattato direttamente Roberta Zambroni, executive producer di Discovery Italia, chiedendo di individuare una soluzione.

Da quel momento è iniziato un percorso che, nell’arco di alcuni mesi, ha portato a una risposta concreta: la possibilità per la comunità sorda di seguire finalmente la trasmissione attraverso i sottotitoli.

«Ero in negozio, a Cerea, quando alcuni cari clienti mi hanno raccontato che la comunità sorda era molto interessata alla nostra trasmissione, ma purtroppo non riusciva a seguirla perché mancavano i sottotitoli», racconta Stefano D’Onghia. «In quel momento ho sentito chiaramente che non si poteva restare fermi. Era una situazione che andava affrontata e risolta. Così ho preso subito il telefono e ho chiamato Roberta Zambroni, Executive Producer Discovery Italia. Abbiamo deciso di metterci al lavoro, con un obiettivo preciso».

La soluzione non è arrivata immediatamente, ma il confronto e il lavoro portato avanti nei mesi successivi hanno permesso di superare l’ostacolo. Un piccolo episodio nato nel negozio di provincia è così diventato un esempio concreto di come una segnalazione possa trasformarsi in un cambiamento capace di coinvolgere una comunità più ampia.

Per Stefano D’Onghia, però, il valore della vicenda va ben oltre l’aspetto televisivo.

«Non mi vergogno a dirlo, questa cosa mi ha fatto piangere. Perché a volte basta davvero poco per fare la differenza: esaudire un bisogno, tendere la mano e impegnarsi per trasformarlo in realtà», spiega. «Oggi la soddisfazione è soprattutto quella di sapere che una barriera è stata rimossa e che chi prima non poteva seguire il programma può finalmente farlo. Sapere oggi che quella comunità può finalmente seguire la trasmissione mi riempie il cuore di gioia e di orgoglio», conclude.

Una storia nata a Cerea e arrivata alla televisione nazionale, che dimostra come l’inclusione possa nascere anche da un gesto semplice: ascoltare un bisogno, non voltarsi dall’altra parte e trasformare una richiesta in un’opportunità per tutti.

Di seguito la lettera ricevuta dal Presidente dell’Associazione Sordi “Antonio Provolo” A.P.S. di Verona.

Lettera Comunità Sordi

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