Nonostante un’attività concertistica sui palchi nazionali ed esteri che dura da oltre 30 anni per Simone Galassi questo è l’album ufficiale di debutto.
Un debutto particolarmente apprezzato dalle tante riviste di settore italiane che hanno saputo premiare la scrittura e l’esecuzione per questo chitarrista emiliano, particolarmente apprezzato per il suo caratteristico approccio alla chitarra in stile “old school”.
Ecco, di seguito, alcune delle principali testimonianze giornalistiche raccolte:
IL POPOLO DEL BLUES
“Ogni brano, pur palesando le innegabili influenze stilistiche, contiene delle peculiarità che ne rendono piacevole ed interessante l’ascolto, trasportandoci, più che in un viaggio nel passato, ad approdare in un porto sicuro, dove è possibile riconoscere sonorità e feeling intramontabili”.
Stefano Tognoni – Leggi tutto qui
ROOTS HIGHWAY
“Carattere e grafica vintage della copertina parlano da soli, anticipando l’universo musicale dentro il quale Simone Galassi ci proietterà nel suo omonimo album di debutto: lui stesso si presenta come musicista d’altri tempi, consapevole di rappresentare una scuola di pensiero rock classica”.
Fabio Cerbone – Leggi tutto qui
MUSICALMIND
“Il merito più grande dell’opera risiede nella sua autenticità evocativa: Galassi non veste i panni dell’archeologo che rispolvera stili sepolti, ma quelli del viaggiatore temporale che ne rivive lo spirito, innestando nel presente la forza viscerale di quel linguaggio”.
Maurizio Galli – Leggi tutto qui
MESCALINA
“Una delle sue peculiarità e un elemento distintivo, sono le sue esibizioni in onore di Rory Gallagher, uno degli artisti che più hanno influenzato Galassi sia per lo stile chitarristico, sia per l’approccio alla musica”.
Aldo Pedron – Leggi tutto qui
IL BLUES MAGAZINE
“Un manifesto poetico, quest’album, a simbolo d’un’iconografia più classica che mai, ma al contempo identitaria per chi, di quel gergo, ne ha fatto la sua parlata”.
Matteo Fratti – Leggi tutto qui
ROCK NATION
“Ho ascoltato questo album la prima volta camminando nei boschi delle Dolomiti e sono rimasto catturato dalla potenza del suono, un suono che ci rimanda all’inizio degli anni ’70. Un misto di Rock, Blues, Funk in cui la chitarra ha sicuramente una parte predominante, che ha saputo esaltare la bravura tecnica di Galassi contribuendo a creare un album che mantiene l’ascoltatore in tensione fino alla fine”.
Flavio Giuseppe Businelli – Leggi tutto qui
LATE FOR THE SKY
“Se avete voglia di fare un tuffo nel passato, tra gli anni Sessanta e Settanta in cui il rock-blues forgiato dalle chitarre di Jimi Hendrix, Rory Gallagher o Jimmy Page sveva un ruolo primario nel mondo del rock, potete rivolgervi con fiducia all’esordio del chitarrista e cantante modenese Simone Galassi”.
Paolo Baiotti – Leggi tutto qui
FREE ZONE
“Possiamo solo essere felici di aver trovato un nuovo talento in grado di fare, mio personale parere, sfracelli su un palco. Posso solo immaginare le devastanti mirabilie chitarristiche di Galassi che segnano la strepitosa performance dei dieci brani, tutti autografi, no cover (bravo!), contenuti dal disco”.
Marcello Matranga – Leggi tutto qui
REDAPOLIS
“Se qualcuno nutrisse dubbi sul fatto che anche in Italia si possa creare un rock blues di respiro internazionale, l’album di Simone Galassi arriva a fugare ogni incertezza: un debutto da ascoltare e sostenere con entusiasmo, pensato per chi ama la musica suonata, sentita e composta con autentico cuore e competenza”.
Luca Paoli – Leggi tutto qui
BACK IN ROCK
“Il decennio che va dalla fine degli anni ‘60 a quello successivo, viene rigirato come un calzino dal nostro guitar hero, un vero portento alla chitarra, discepolo di una manciata di eroi che fecero la differenza in quell’epoca aurea per la storia del rock”.
Alberto Centenari – Leggi tutto qui
L’ISOLA CHE NON C’ERA
“…mi ritrovo sul divano di casa mia, incredulo che al giorno d’oggi in Italia ci sia qualcuno in grado di far rivivere certe sonorità, con la passione del fan ed il talento del guitar hero. Simone Galassi potrebbe essere l’ancora di salvezza a cui potersi aggrappare, noi nostalgici rockettari di mezz’età, che per certi suoni continuiamo ad emozionarci”.
Alberto Calandriello – Leggi tutto qui
METALLUS.IT
“La lunga attesa per un album di inediti da parte di Simone Galassi è stata finalmente ripagata da un lavoro di elevato valore, suonato ed arrangiato in maniera impeccabile, dove il sound generale è l’elemento che più conta, e i pur notevolissimi interventi solisti sono parte costitutiva e non esclusiva di un approccio alla musica d’altri tempi, con il feeling e l’attitudine musicale che sono il vero nocciolo del disco”.
Daniele Zago – Leggi tutto qui






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